dall'Introduzione di Andrea Comincini a "L'impronta scarlatta" di Richard Austin Freeman

di Andrea Comincini -

28.06.22

Richard Austin Freeman nasce l'11 aprile del 1862 aMarylebone (Soho, Londra), da Richard, sarto, e da AnnMaria Dunn. Ultimo di cinque figli, di lui si sa molto poco, almeno fino a quando non si iscrive, all'età di diciottoanni, alla Medical School del Middlesex Hospital,specializzandosi in otorinolaringoiatria. Consegue iltitolo nel 1886 e il 15 aprile dell'anno successivo sposòAnnie Elizabeth Edwards da cui ebbe due figli. Nel 1887cominciò a lavorare come assistente chirurgo nel ServizioColoniale, in particolare a Keta, in Ghana. In quellostesso periodo affrontò un'epidemia di febbre nera cheuccise quasi la metà della popolazione che risiedeva alporto. Dopo sei mesi di sabbatico, forse per malattia, torna ad Accra, sulla Costa d'Oro, in qualità di volontario per partecipare a una spedizione diretta ad Ashanti eJaman. Fu in quel frangente che certamente si ammalòdi febbre nera, tanto da restare invalido. La spedizione, in generale, fu un disastro e il resoconto del viaggio verrà pubblicato nel 1898.

Fece ritorno a Londra nel 1891 e l'anno successivo iniziòil suo impiego come chirurgo provvisorio presso ildipartimento di otorinolaringoiatria del Middlesex Hospital.Nel 1901 divenne vice ufficiale medico della prigionedi Holloway e nel 1904 assistente ufficiale medico delporto di Londra. L'anno seguente l'aggravarsi delle suecondizioni di salute gli impedì tuttavia di proseguire lacarriera e così decise di ritirarsi a vita privata e di cominciareuna nuova professione, quella dello scrittore.

Si stabilì a Gravesend e cominciò a progettare le opere che l'avrebbero reso famoso. Il suo primo lavoro, Leavventure di Romney Pringle (1902), apparve sotto lopseudonimo di Clifford Ashdown, ma l'opera che lorese noto fu indubbiamente L'impronta scarlatta (1907),dove fece la sua comparsa il medico legale John EvelynThorndyke, inaugurando così un ciclo molto fortunato.Il personaggio in realtà apparve qualche anno prima, nel1905, sulla rivista statunitense « Adventure », nella storiaintitolata The Mystery of 31 New Inn, rimasta inedita persettant'anni.

Così l'autore ricorda il suo investigatore dopo moltianni: « Per quanto riguarda la sua età. Quando fece il suodebutto presso il pubblico dei lettori dal portone del numero4 [sic] [1] di King's Bench Walk aveva tra i trentacinquee i quarant'anni. Dato che questo avveniva trent'annifa, ora dovrebbe avere più di sessantacinque anni. Manon è così. Se devo lasciare che invecchi con me, non c'èbisogno però di accollargli anche le infermità dell'età eposso (nel suo caso) mettere un freno agli anni che passano.Probabilmente non ha più di cinquant'anni, dopotutto! » [2]

Nel corso di un'altra intervista aggiunse: « Il dottorThorndyke non era basato su nessuna persona, reale ofittizia. È stato inventato di proposito. In senso professionalepotrebbe essermi stato suggerito dal dottor AlfredSwayne Taylor… [3] Ma la sua personalità era progettatasecondo certi principi e quelle che credevo fosserole probabilità su come sarebbe stato un uomo simile ».

Freeman divenne famoso non solo per la verosimiglianzae per l'originalità delle proprie narrazioni, maanche per aver proposto la cosiddetta ‘inverted story',come per esempio in The Case of Oscar Brodski (1912),dove al lettore viene immediatamente mostrato il delitto,mentre le origini e le cause dello stesso vengonoricercate dall'autore a ritroso. Nel saggio L'arte della DetectiveStory l'autore spiega esattamente cosa sia il metododella inverted story: « Alcuni anni fa ho ideato, invia sperimentale, un giallo alla rovescia in due parti. Laprima parte era una descrizione minuziosa e dettagliatadi un crimine, che esponeva gli antecedenti, i motivi etutte le relative circostanze. Il lettore aveva visto commettereil delitto, sapeva tutto del criminale ed era aconoscenza di tutti i fatti. Sarebbe sembrato che non cifosse più niente da dire, ma calcolavo che il lettore sarebbestato così preso dal delitto che avrebbe trascuratole prove. E allora c'era la svolta. La seconda parte, che descriveva le indagini sul delitto, ebbe per la maggiorparte dei lettori l'effetto di una nuova materia ». [4]

Secondo Freeman una connotazione essenziale delracconto poliziesco doveva essere l'idea, tipica di unacerta letteratura ottocentesca, che l'effetto artistico fosseaffidato al solo rigore della dimostrazione. Ne L'improntascarlatta il metodo investigativo si afferma dunque,al pari degli attori in scena, quale coprotagonista,e l'esposizione del procedimento d'indagine diventa lacornice dentro cui la trama intera trova la propria dimensioneaccompagnando gli interpreti. Questi sonoaltresì incredibilmente delineati dal punto di vista psicologicoe consentono alla vicenda di sviluppare deipercorsi legati alle loro vicissitudini sentimentali edesistenziali. La caratteristica peculiare dell'avvocatopatologoè la sua incredibile immaginazione, capace dirileggere i casi più difficili e di concerto con un'approfonditaconoscenza della scienza medica (e non solo), discovare alternative a sentenze già scritte.

L'autore si dedicò con gran cura ai dettagli delle sueopere e condusse personalmente gli esperimenti descrittinei suoi romanzi per garantire che funzionasseroe offrissero al lettore un quadro realistico e veritiero.Visitò i luoghi descritti nelle sue pagine per rendere leatmosfere esattamente corrispondenti. Freeman non hamai azzardato nulla che non avesse verificato e testatoin prima persona; all'ultimo piano dell'appartamentoin cui viveva c'era addirittura un laboratorio – propriocome quello descritto ne L'impronta scarlatta – nel qualesi cimentava in esperimenti vari.

Il protagonista de L'impronta scarlatta, il dottor Thorndyke,è un avvocato-medico ed è considerato il primoinvestigatore scientifico letterario, insieme a SherlockHolmes, con cui è inevitabile fare un paragone. Ma se ilpersonaggio di C. Doyle pratica soprattutto l'abduzionee ha un carattere più bizzarro, il medico-investigatoreThorndyke appare sempre calmo e razionale, di mentalitàestremamente positiva e convinto che solo il metodoinduttivo sia valido.

«Non amo quel termine, ‘ipotesi', in bocca a un uomo discienza. Che intendi per ‘ipotizzare'?»
La sua espressione era del tutto scherzosa, ma decisi diconsiderare seriamente la domanda e replicai: «Per ipotesiintendo una conclusione a cui si è arrivati senza prove».
«Impossibile!», esclamò con finta severità. «Nessuno, senon un profondo idiota, arriva a conclusioni senza dati».
«Allora devo rivedere subito la mia definizione», risposi.
«Diciamo che un'ipotesi è una conclusione tratta da fatti insufficienti».
«Questa è meglio», disse lui, «ma forse sarebbe ancor megliodire che un'ipotesi è una conclusione definita e precisadedotta da fatti che ne producono propriamente solo una indefinitae generale». [5]

Ne L'impronta scarlatta prevale la linearità della scrittura,la dimostrazione limpida e mai banale, un'architetturanarrativa solida e scientifica e un acume fuori dal comune;fu questa felice combinazione ad aprire le portedel successo all'autore inglese.

La trama dell'opera è molto lineare: un furto misteriosocommesso in un ufficio reclama un colpevole che vienepresto individuato in un giovanotto lì impiegato. Saràun'impronta insanguinata a incastrarlo del fatto. Tuttigli indizi sembrano contro di lui, la sua famiglia vienegettata nello sconforto e il carcere pare l'unico destinoad attenderlo. Ma sarà così?

Il successo di pubblico di questo genere investigativofu indubbio, tanto che l'ultima avventura di Thorndykeapparve nel 1942. Per Howard Haycraft, editore e scrittorestorico statunitense: « Rispetto al puzzle-and-solution questo volume notevole rimane una delle pietremiliari indiscusse del genere ». [6]

Con questa nuova edizione integrale e completa, il lettoredi oggi potrà immergersi in un'atmosfera londinesepiena di passioni e colpi di scena, tra vicoli bui e nebbiosi,tribunali e orribili carceri, in una città dove l'avvincente incontro di molte anime destinate a incrociarsi si intreccia con le vicende giudiziarie, ricordandoci quanto l'opera di Freeman non sia unicamente il resoconto di un'indagine, e non abbia dunque raggiunto il successo esclusivamente grazie alla storia poliziesca, ma si sia affermata fra il grande pubblico per l'ironia del suo protagonista, l'irresistibile eleganza di una scrittura vivace e attenta, per quell'atmosfera tipica dei grandi romanzi di genere dove ragione e sentimento trovano una perfetta armonia narrativa.

La produzione di Freeman comprende in tutto 21 romanzie 42 racconti, composti tra il 1907 e il 1942 quando– ottantenne e un anno prima della morte – diedealle stampe l'ultima indagine di Thorndyke. Si spense aRosemount, il 28 settembre 1943, nella sua casa al 94 diWindmill Street, Gravesend, Kent.


Roma, marzo 2022

1. Nel romanzo L'impronta scarlatta vive al 6A, altrove al 5A.

2. Richard Austin Freeman, Meet Dr Thorndyke, in Dr Thorndyke's Crime File, NewYork, Dodd, Mead & Company, 1941.

3. Medico e scrittore, tossicologo, considerato il ‘padre inglese della medicinaforense'.

4. R. Freeman, The art of Inverted Story, 1924.

5. L'impronta scarlatta, p. 129.

6. Howard Haycraft, Murder for pleasure: the life and times of the detective story,London, 1941, Peter Davies, p. 68.

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